Fondi Interprofessionali: la guida per consulenti del lavoro e commercialisti
Ogni studio gestisce decine di aziende che accantonano lo 0,30% senza usarlo. Proporre la formazione finanziata è un servizio in più che non aggiunge lavoro allo studio e viene riconosciuto. Ecco come funziona dal punto di vista del professionista.
Perché riguarda lo studio?
Il consulente del lavoro è l'unico soggetto che tocca ogni mese il punto esatto in cui la formazione finanziata si attiva: la denuncia UNIEMENS. L'adesione di un'azienda a un Fondo Paritetico Interprofessionale si fa infatti con una semplice indicazione nel flusso mensile, un atto ordinario di gestione contributiva che lo studio compie già. Nessun altro professionista è in una posizione migliore per far recuperare ai clienti lo 0,30% che versano all'INPS.
Cosa deve fare concretamente lo studio?
- Adesione: inserire il codice del Fondo scelto nell'UNIEMENS del cliente. Tempo: pochi minuti, una volta sola.
- Nient'altro. Progettazione dei piani, erogazione dei corsi, gestione documentale e rendicontazione al Fondo restano in capo a noi e agli enti accreditati partner.
Non serve cambiare software paghe, non si aprono pratiche nuove in studio, non ci sono scadenze aggiuntive da presidiare.
Che responsabilità si assume il consulente?
Nessuna oltre l'ordinario. L'indicazione del Fondo in UNIEMENS è una scelta contributiva del cliente, revocabile in ogni momento. La responsabilità tecnica dei piani formativi (contenuti, docenti, rendicontazione) è degli enti accreditati che li gestiscono. Lo studio non firma i piani e non risponde della loro esecuzione.
Cosa ci guadagnano i clienti dello studio?
- Formazione a costo zero: lingue, digitale, vendite, gestione, e in molti casi anche la formazione obbligatoria sulla sicurezza
- Recupero di somme che altrimenti restano all'INPS, anno dopo anno
- Un interlocutore unico che gestisce l'intera pratica
Cosa ci guadagna lo studio?
- Un servizio in più da offrire in consulenza, che fa risparmiare il cliente senza costargli nulla
- Fidelizzazione: il cliente che recupera migliaia di euro di formazione difficilmente cambia studio
- Collaborazione riconosciuta per ogni azienda attivata tramite lo studio
- Effetto portafoglio: si attivano più clienti insieme con la stessa procedura, non uno per uno
Come funziona la partnership con Formazione Dipendenti?
- Primo contatto: una chiamata di 15 minuti per presentare il modello e rispondere alle domande tecniche.
- Screening del portafoglio: si individuano insieme i clienti con più potenziale (dipendenti, CCNL, eventuale adesione già attiva).
- Attivazione: lo studio propone il servizio ai clienti selezionati; alle aziende interessate pensiamo noi, coordinandoci sempre con lo studio.
- Gestione continuativa: i piani si rinnovano ogni anno perché lo 0,30% si riaccumula, e con loro il riconoscimento allo studio.
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Quanto lavoro comporta per lo studio l'adesione a un Fondo?
Pochi minuti: si inserisce il codice del Fondo scelto nella denuncia mensile UNIEMENS che lo studio invia già. Tutto il resto è gestito dall'operatore della formazione.
Lo studio si assume responsabilità sulla formazione?
No. La responsabilità della progettazione, dell'erogazione e della rendicontazione resta in capo agli enti accreditati che gestiscono i piani formativi. Il consulente si limita all'indicazione del Fondo in UNIEMENS.
Che vantaggio ha lo studio a proporre la formazione finanziata?
Un servizio in più che fa risparmiare i clienti a costo zero, maggiore fidelizzazione, e una collaborazione riconosciuta per ogni azienda attivata tramite lo studio.
Vale anche per i commercialisti che gestiscono le paghe?
Sì. Chiunque gestisca le denunce UNIEMENS dei clienti (consulenti del lavoro, commercialisti con servizio paghe, centri elaborazione dati) può attivare l'adesione ai Fondi con la stessa procedura.